Lo strumento

Orgel_Klaviatur_BNLa scelta dello strumento musicale per incidere i dischi del progetto CIVILITAS può stupire: l’organo fa pensare alla chiesa, un luogo che oggi non tutti frequentano. Il valore dell’organo, però, va molto oltre questo collegamento istintivo. Mentre altri strumenti musicali colti suonavano nei teatri e nei salotti delle famiglie più agiate, infatti, l’organo, proprio perché suona da oltre un millennio nelle chiese, viene ascoltato da persone di ogni condizione sociale.

L’organo e la sua musica non appartengono solo a chi frequenta le chiese: come la pittura e la scultura ispirate a soggetti religiosi, sono patrimonio di noi tutti.

Gli organi scelti di volta in volta per incidere i dischi del progetto CIVILITAS sono, ciascuno, espressione della tradizione di un territorio, diverso per ogni fascicolo. L’ascoltatore, così, viene accompagnato anche alla scoperta di un aspetto meno noto dell’artigianato italiano ed europeo, contraddistinto da molte, sconosciute eccellenze: la costruzione e il restauro degli organi.

Prima che fossero inventati la radio e il giradischi, l’organo della chiesa era anche l’unico mezzo con il quale le persone più semplici potevano ascoltare musica d’arte, perché vivevano lontano dalle città o erano sprovviste di mezzi per accedere ai teatri. Per questi motivi, non c’è un solo evento sociale o intellettuale della storia europea che non abbia lasciato tracce nella musica scritta per l’organo.

Grazie alle migliaia di composizioni scritte nei secoli per questo strumento, possiamo così ripercorrere le tappe del nostro vivere civile, come riavvolgendo un filo d’Arianna, accompagnati da melodie cariche di memoria e immerse in un intreccio di legami culturali, storici e letterari.

Nella foto: particolare della tastiera e dei comandi dei registri di un antico organo tedesco.